SANITA Strutture accreditate. Rivedere la ripartizione dei fondi tra territori

C'è forte preoccupazione da parte delle strutture della sanità privata accreditate che nei giorni scorsi hanno ricevuto dalla Committenza di Ares Sardegna la bozza del piano di acquisto delle prestazioni di specialistica ambulatoriale con la ripartizione dei tetti di spesa a ciascun soggetto autorizzato e accreditato con il Servizio Sanitario Regionale. Poiché tale ripartizione sarà oggetto del contratto che Ares proporrà a ciascuna struttura per l’acquisto di prestazioni erogate in convenzione nell’anno 2024, si evidenzia una costante riduzione dei fondi assegnati alle strutture del Nuorese e dell’Ogliastra con evidente penalizzazione e costrizione di prestazioni in particolare modo di radiologia tradizionale e TAC. «Il meccanismo di distribuzione delle risorse è iniquo e penalizza fortemente le aziende della Sardegna centrale – sottolinea il presidente della Sezione Sanità di Confindustria Sardegna Centrale Giorgio Castelli -. Auspichiamo che i criteri di ripartizione dei tetti di spesa siano rivisti dando una maggiore attenzione ai territori più disagiati della Sardegna». Leggi tutto il comunicato QUI

 


Nota stampa

STRUTTURE SANITARIE CONVENZIONATE.

Serve rivedere la ripartizione delle risorse tra i territori

Forte preoccupazione da parte delle strutture della sanità privata accreditate che nei giorni scorsi hanno ricevuto dalla Committenza di Ares Sardegna la bozza del piano di acquisto delle prestazioni di specialistica ambulatoriale con la ripartizione dei tetti di spesa a ciascun soggetto autorizzato e accreditato con il Servizio Sanitario Regionale. Poiché tale ripartizione sarà oggetto del contratto che Ares proporrà a ciascuna struttura per l’acquisto di prestazioni erogate in convenzione nell’anno 2024, si evidenzia una costante riduzione dei fondi assegnati alle strutture del Nuorese e dell’Ogliastra con evidente penalizzazione e costrizione di prestazioni in particolare modo di radiologia tradizionale e TAC. «Il meccanismo di distribuzione delle risorse è iniquo e penalizza fortemente le aziende della Sardegna centrale. Auspichiamo che i criteri siano rivisti», sottolinea il presidente della Sezione Sanità di Confindustria Sardegna Centrale Giorgio Castelli.

«Auspichiamo - continua Castelli - che i criteri di ripartizione dei tetti di spesa siano rivisti dando una maggiore attenzione ai territori più disagiati della Sardegna, nell’ottica di una migliore integrazione tra pubblico e privato e al fine di offrire servizi sanitari più efficienti e inclusivi sul territorio, come previsto dalla stessa legge regionale n.107 del luglio 2024 volta alla riduzione delle liste di attesa. Se questo budget dovesse essere confermato, a pagarne le conseguenze saranno prima di tutto i cittadini che per ricevere determinate prestazioni in convenzione saranno costretti a spostarsi a Sassari e Cagliari o attendere il nuovo anno, con conseguente allungamento dei tempi di attesa che già oggi per alcune specialistiche sforano l’anno. Da diverso tempo nei nostri territori le strutture della sanità privata accreditate lavorano con budget notevolmente ridotti rispetto ai fabbisogni di assistenza e al loro potenziale. Sono strutture che hanno portato avanti investimenti in tecnologie e professionalità che potrebbero fare molto di più per supportare i servizi della sanità pubblica, le cui criticità sono sotto gli occhi di tutti».


«Le strutture private accreditate stanno operando con sempre maggiori difficoltà poiché i budget assegnati, già erosi nel tempo dai continui tagli, non sono sufficienti a coprire la sempre maggiore richiesta di prestazioni sul territorio – sottolinea il presidente dell’Associazione Giovanni Bitti -. Bisogna essere consapevoli che la sanità privata opera a sostegno della sanità pubblica e soltanto una effettiva integrazione tra pubblico e privato può portare a ridurre le liste d’attesa e migliorare l’accesso alle cure, con l’obiettivo primario di salvaguardare il diritto alla salute e garantire a tutti i cittadini cure tempestive e appropriate».

 

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
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