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MOSAICO Nuoro 22 gennaio 2016

 

Mosaico Nuoro 

NON C'E' PIU' TEMPO:

RECUPERIAMO I TERRITORI DIMENTICATI

Zone interne, Piano di rilancio, Energia, PFSL, infrastrutture, decentramento, aree industriali

 

Venerdì 22 gennaio 2016

sala convegni Confindustria via Veneto 46 

NUORO

 

Il futuro dell'area industriale di Ottana-Bolotana e il Piano di rilancio del Nuorese, sono stati i temi al centro dell'evento MOSAICO del 22 gennaio a Nuoro. Il convegno dal titolo “Non c’è più tempo: recuperiamo i territori dimenticati” è stata un’occasione importante per fare il punto sui tanti fronti ancora aperti, e fra tutti due temi fondamentali come il Piano di rilancio del Nuorese e il futuro del sito industriale di Ottana. Per la Sardegna centrale e le zone interne infatti il 2016 sarà un anno decisivo, fondamentale per capire in quali scenari le nostre imprese si muoveranno in futuro. 

 

CHI HA PARTECIPATO

All’iniziativa – coordinata dal presidente dell’Associazione Roberto Bornioli – hanno partecipato il Capo di Gabinetto Presidenza Regione Sardegna Filippo Spanu, il presidente della CCIAA di Nuoro Agostino Cicalò, il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu e il sindaco di Siniscola Rocco Celentano. Tra gli imprenditori sono intervenuti Maurizio Lombardi della WD Green Sardinia srl e Roberto Pintus di Corstyrene Italie. Inoltre, sono intervenuti il segretario della Filctem-Cgil Sergio Zara, il presidente della Fondazione ITS di Macomer, Raffaele Franzese, e il consulente di Ottana Energia, Giorgio Asuni

 

APERTURA DEI LAVORI

«MOSAICO è un’iniziativa itinerante che la nostra Associazione porta avanti dal 2011, per dare voce alle imprese e per promuovere e valorizzare il territorio. Così il presidente Bornioli ad apertura di lavori dell'ultimo MOSAICO a Nuoro. «Il 2016 anno potrebbe essere un anno di svolta per la Sardegna Centrale - ha continuato il presidente -. Da un alto, se si riuscisse a riagganciare la ripresa economica concretizzando quel disperato bisogno di crescere che tutti noi avvertiamo. Dall’altro, la crisi lo spopolamento il declino di un intero territorio incombono. E non abbiamo più molto tempo. Per il nostro territorio è “una sorta di lascia o raddoppia”. Per il rilancio occorre una svolta. Non c’è più tempo. Occorre recuperare i territori dimenticati. I nostri territori: la Sardegna centrale e le sue zone interne. Che sono di fatto il Mezzogiorno della Sardegna. «Questa svolta dipenderà da noi, dalle imprese, dal territorio, dipende dalla politica e dalle scelte che saranno fatte dalla politica su temi strategici - ha sottolineato Bornioli. E tra i temi strategici voglio ricordare anche il futuro della CCIAA, un altro pezzo importante del nostro territorio, un’istituzione che è a rischio. Come amministratore seguo la questione, le notizie sono contrastanti a seconda delle settimane. L’auspicio – visto il ruolo importante - che la Camera di commercio ha nel territorio possa proseguire la sua attività a Nuoro in piena autonomia.

 

«Grazie alla Confindustria per questo momento di ragionamento collettivo che è indispensabile, è determinante per le prospettive che si aprono per questo territorio. Mettere l’accento sulle cose che si possono fare è fondamentale - ha sottolineato il presidente della Camera di commerico di Nuoro Agostino Cicalò - La cifra vera che servirebbe per il Rilancio di un Territorio non sta scritta da nessuna parte. O meglio, sta scritta nella qualità dei progetti presentati. Ora siamo arrivati al dunque: elaborati i progetti, emesse le valutazioni, fatta la graduatoria, si deve accelerare. La scommessa, per il Piano di Rilancio del Nuorese, ce la giochiamo sulla qualità delle proposte che abbiamo fatto. Alla Regione spetta il compito di accelerare e chiediamo l’impegno e la determinazione affinchè questo processo diventi rapido, veloce ed efficace».

 

 

 

PRIMA SESSIONE: IL FUTURO DELL'AREA INDUSTRIALE DI OTTANA-BOLOTANA

 

LE TESTIMONIANZE AZIENDALI 

 

«Attualmente la situazione dell'area industriale di Ottana-Bolotana è vista con molta preoccupazione - ha spiegato Roberto Pintus della Corstyrene italie, azienda con 20 dipendenti insediata nell'area industriale di Ottana dal 2011. la nostra azienda - ha continuato Pintus - produce  blocchi in polistirene espanso sinterizzato (polistirolo) e siamo specializzati in sistemi per la protezione dal fuoco e per quanto riguarda l’acustica. Per il nostro ciclo produttivo è fondamentale il vapore della centrale di Ottana. È per noi fondamentale, senza il vapore non possiamo andare avanti. E’ stata proprio la vicinanza ad Ottana e alla centrale termica la scelta per il nostro insediamento in Sardegna. In questo momento noi stiamo producendo il vapore mediante un impianto che è nato per sopperire le eventuali fermate della centrale di Ottana, ovviamente è un impianto sottodimensionato. Con la fermata definitiva ci troveremo in grossa difficoltà perché salirebbero enormemente i costi di produzione e non saremo più competitivi sul mercato. Noi, quindi, speriamo fortemente in una ripresa della Centrale di Ottana, per il nostro futuro ma anche per il futuro di tutta l’area industriale».

«La scelta di Ottana nasce perché la nostra iniziativa prevede il recupero di plastiche che oggi la Regione Sardegna non riesce a raccogliere. Si integra quindi in un sistema di raccolta e selezione di rifiuti industriali. Nel processo di riciclo, avere un partner come Ottana Polimeri, per noi è fondamentale - ha sottolineato Maurizio Lombardi della WD Green Sardinia, l'azienda che ha in programma un ampio progetto di investimento nell'area industriale di Ottana. L’aspetto importante che evidenziava anche il collega di Corstyrene è la presenza di utilities ed energia presenti nel sito industriale, questi elementi ci hanno importato ad investire all’interno dell’area di Ottana. L’investimento della prima fase è di 7 milioni di euro (interamente finanziati da noi soci) con un tempo di realizzazione ed avviamento dell’impianto di circa 8 mesi dalle autorizzazioni. L’occupazione prevista è di circa 25 addetti nel primo step fino a raggiungere i 45 addetti nel secondo step». «Tra le criticita’ principali riscontrate: 1) mancanza di programmabilita’ sull’iniziativa; 2) Iter autorizzativi Regionali con tempistiche lunghe e non definibili); 3) necessita’ di certezze sulle filiere industriali interne per il riciclo delle plastiche. Evidenziamo in particolare i problemi legati al riavvio delle attività industriali di Ottana Polimeri. Inoltre per noi è indispensabile avere certezze sulla fornitura di Utilities ed Energia Elettrica da parte di Ottana Energia. Terzo punto, è fondamentale il ruolo del Consorzio sia nella garanzia della gestione dei servizi comuni sia nella funzione fondamentale di ‘INCUBATORE IMPRESE’ per nuove iniziative da calare sul sito)».

 

 

LA CENTRALE E’ STRATEGICA «Se nei prossimi giorni non arrivano buone notizie per la centrale elettrica di Ottana e se gli impianti si fermassero in via definitiva - ha sottolineato il presidente Bornioli - l’intera area industriale risulterebbe fortemente compromessa. Dalla centrale elettrica infatti dipendono: 1) il riavvio della produzione di PET di Ottana Polimeri; 2) alcune aziende come Corstyrene che si servono del vapore prodotto dalla centrale; 3) la tenuta del Consorzio industriale con effetti a catena sulle altre aziende del sito. La fermata definitiva della centrale innescherebbe un inevitabile effetto domino. La ripartenza della centrale elettrica di Ottana è fondamentale per la tenuta e il rilancio dell’intera area di Ottana-Bolotana. In questo momento è dunque prioritario e urgente il massimo impegno politico per risolvere la vertenza della centrale elettrica. Occorre mettere in campo un forte pressing sul Governo e lavorare al fine di riaprire un Tavolo nazionale ad hoc sull’area di Ottana come in passato.

INVESTIMENTI IN CAMPO Nel sito ci sono importanti progetti di investimento aziendali, alcuni già avviati, altri potenziali, per un valore complessivo di circa 190 milioni di euro. C’è l’avvio della filiera della gomma a Ottana-Bolotana con un investimento di oltre 30 milioni di euro; c’è un progetto di investimento per la realizzazione di un centro per il recupero della plastica. Inoltre, tra fondi regionali e statali ci sono venti milioni di euro per le infrastrutture (rete elettrica, viabilità, banda larga, depurazione, impianti di illuminazione). Se la centrale riparte il sito può rilanciarsi con nuovi investimenti e nuova occupazione.

TRE QUESTIONI CHIAVE STRETTAMENTE CONNESSE Attorno al rilancio dell’area di Ottana ruotano tre iniziative strategiche strettamente collegate tra loro e sulle quali è fondamentale il massimo livello di attenzione da parte della Regione. 1) il riavvio della centrale elettrica: dopo la scadenza del regime di essenzialità a dicembre 2015, oggi la centrale è ferma. L’azienda ha proposto il servizio di riaccensione per riattivare la rete elettrica regionale in caso di black-out. Ci sono verifiche tecniche in corso ma la vertenza è anche politica. 2) La seconda iniziativa riguarda la realizzazione di un centro di stoccaggio di gas naturale liquido (GNL) a Oristano. L’iniziativa è di una joint venture internazionale e il progetto è propedeutico alla conversione della centrale in un impianto a gas più piccolo da 30 MW. Così si garantisce la produzione di energia a prezzi di mercato e la produzione di vapore e altre utilities per Ottana Polimeri e le altre aziende. Il progetto è in attesa delle autorizzazione da giugno 2015. Tra la realizzazione del centro di stoccaggio a Oristano e la conversione a gas della centrale si prevede un investimento di 100 milioni di euro. 3) La terza iniziativa riguarda il riavvio della filiera del PET per Ottana Polimeri ferma da oltre un anno con i lavoratori in cig. L’azienda sta lavorando per acquisire l’impianto Eni-Versalis di Sarroch (fermo da un anno) e riavviare la produzione di paraxilene, materia prima per il PET. Su questa partita si è in attesa di una risposta da parte di Eni-Versalis.

CHE FARE PER L’AREA DI OTTANA-BOLOTANA 1) è urgente risolvere la vertenza della centrale elettrica di Ottana; 2) Occorre mettere in campo un forte pressing sul Governo per l’attivazione di un Tavolo nazionale ad hoc sull’area industriale di Ottana, come in passato; 3) Serve un nuovo Patto per il territorio sui tre temi strategici (riavvio della centrale, riconversione a gas degli impianti, riavvio della produzione di pet); 4) Occorre accelerare l’iter delle autorizzazioni in corso.

 

LE RISPOSTE DELLA REGIONE 

«Sto seguendo da mesi le questioni che riguardano le problematiche dell’area del Nuorese - ha sottolineato il Capo di Gabinetto Filippo Spanu - «Abbiamo visto – citate dal presidente Bornioli e dagli imprenditori – che nell’area ci sono numerose problematiche, riguardanti soprattutto le procedure ambientali e l’energia. Se questa partita fosse stata in qualche modo delegata ad un unico assessorato sarebbe stato un segnale non giusto. Questo insieme di problematiche vanno affrontate e portate a casa mediante un lavoro articolato e di gruppo ed è proprio con questo spirito che lavoriamo. Per quanto riguarda Ottana ci troviamo di fronte ad una problematica nazionale. Abbiamo bisogno di risposte da Terna, abbiamo bisogno di confrontarci con Terna e con Eni. Molte di queste cose devono essere sostenute dal Governo. Pigliaru è stato ultimamente anche a Roma, a Tavoli specifici trattando specificamente la questione dell’energia e la connessione con l’ENI. A giorni faremo un ragionamento comune sul Piano Energetico e questa sarà una delle cose che farà uscire dalla straordinarietà questi processi e li riporterà all’ordinarietà».

«Quindi tutti gli argomenti sono all’attenzione del Governo e della Regione - ha continuato Spanu - ci sono dei ritardi nel ricevere risposte (noi Regione per primi) ma la questione per noi è politica. Gianluca Serra, Consulente della Regione, mi diceva che con l’esaurimento del sistema dell’essenzialità noi passiamo da una situazione dove tecnicamente venivano riconosciute certe funzioni alla Centrale di Ottana, adesso si pone un problema di tamponamento e sviluppo territoriale. Perciò è una questione politica che da parte nostra dobbiamo gestire politicamente. Noi chiediamo un sostegno a Terna perché dietro ci sono dei progetti seri e credibili».

I prossimi appuntamenti, che come Regione manteniamo saranno: 1) confronto con terna, 2) confronto con il governo, 3) confronto con ENI. Inoltre ci occuperemo anche della competitività del sistema Ottana, lavorando per una maggiore snellezza delle procedure amministrative. Inoltre sui vincoli ambientali, io mi rendo immediatamente disponibile a prendere in mano la situazione, vedere assieme ai colleghi dell’assessorato all’ambiente dove sono le criticità e affrontare assieme lo sviluppo del Nuorese anche in questo senso.

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Sui problemi dell'area industriale di Ottana-Bolotana è poi intervenuto il segretario della Filctem Cgil Sergio Zara. «Ho condiviso la relazione del presidente Bornioli - ha detto Zara evidenziando anche la grande preoccupazione diffusa tra i lavoratori per i nodi irrisolti sull'essenzialità e sulle prospettive della filiera del pet a Ottana. Zara ha sottolineato al rappresentante della Regione presente al convegno, il capo di gabinetto Filippo Spanu, l'urgenza che sia convocato al più presto un incontro tra la Ottana Polimeri, Eni e Saras. «Da parte del gruppo Clivati è stata espressa la volontà di fare un investimento importante - ha sottolineato Zara - e ad oggi non è stato possibile fare nulla. Ora, Eni ha annunciato la disponibilità dello stabilimento di Sarroch ma serve chiudere il cerchio: ecco perché è fondamentale che la Regione convochi il tavolo aperto alla partecipazione di tutti i soggetti. La Ottana Polimeri non può essere lasciata sola: la Ras deve prendere l’iniziativa politica e facilitare la realizzazione del progetto. Siamo dinnanzi ad un progetto di mezzo miliardo di euro, non si chiedono soldi pubblici, c’è un investimento privato ma è fondamentale sbloccare la situazione a livello politico».

Per quanto attiene la centrale di Ottana - secondo Zara - i tempi necessari a Terna per le verifiche tecniche potrebbero allungarsi per settimane o mesi: «è fondamentale pertanto che la Regione chieda e ottenga una proroga del regime di essenzialità fino al definitivo pronunciamento di Terna. Diversamente la cassa integrazione è una prospettiva molto ravvicinata anche per i lavoratori di Ottana Energia».

 

 Il video Immagini e parole sull'economia della Sardegna centrale

Video realizzato dalla nostra Associazione 

e proiettato durante il convegno MOSAICO a Nuoro il 22 gennaio 2016

   

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 SECONDA SESSIONE: IL PIANO DI RILANCIO DEL NUORESE

 

La seconda parte dei lavori è stata dedicata al Piano di rilancio del Nuorese, il pacchetto di interventi straordinari chiesto fortemente dal Nuorese per far ripartire un'economia in fortissima difficoltà. Dopo un lungo iter progettuale che nel corso del 2015 ha coinvolto le forze istituzionali, economiche e sociali del territorio, è stato definito il primo pacchetto di misure prioritarie in cinque aree strategiche, quali l'agroalimentare, l'ambiente e la cultura, il manifatturiero innovativo e competitivo, le infrastrutture e la scuola. A gennaio il Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Filippo Spanu ha annunciato che la Regione stanzierà 50 milioni di euro da suddividere nelle cinque aree strategiche. 

 

 

La parola ai sindaci  

ROCCO CELENTANO, sindaco di Siniscola

Nel corso del suo intervento, il sindaco di Siniscola Rocco Celentano ha richiamato l’attenzione sull’importanza per il territorio di una soluzione positiva della vertenza Ottana, situazione sulla quale il comune di Siniscola anche negli anni passati ha rivolto diversi appelli alle istituzioni. «Occorre puntare - ha sottolineato Celentano - a ottenere l’essenzialità».

Il sindaco ha evidenziato l’importanza del tema istruzione e l’abbattimento del tasso di abbandono scolastico oggi in Sardegna al 24%. «In tale contesto sono molto importanti le politiche destinate alla manutenzione degli edifici scolastici - ha sottolineato il sindaco - Puntare sulle sinergie tra scuola e impresa è un aspetto fondamentale al fine di creare, attraverso la formazione specialistica, modelli di sviluppo sostenibile e innovativo in settori chiave per l'economia del nostro territorio come la cultura e l’ambiente».

Il sindaco Celentano ha dedicato parte del suo intervento anche al tema della lottà alla povertà in Sardegna: «il dato regionale si assesta sul 25% e mai come ora si sente il bisogno di crescita economica. Purtroppo sembra che la la Sardegna abbia oggettive difficoltà ad agguantare la crescita».

In merito al tema delle aree industriali, Celentano ha focalizzato l’attenzione sugli effetti negativi di un prolungato commissariamento: «è una scelta sbagliata, occorre togliere il regime commissariale anche per dare risposte concrete ai dipendenti e alle loro difficoltà ma soprattutto alle imprese che incontrano tanti problemi legati alla gestione delle aree. Inoltre, bisogna procedere con la riforma dei consorzi, proposta esistente da tempo ma arenata nei meandri della burocrazia regionale. Occorre poi favorire politiche sulla competitività e sotto questo aspetto è fondamentale affrontare nodi delicati come quello dei rifiuti e quello dell’acqua».

 

ANTONIO SUCCU, sindaco di Macomer

Anche il sindaco di Macomer Succu ha aperto il suo intervento soffermandosi sul caso Ottana: «occorre fare di tutto per evitare la cassa integrazione ma è fondamentale ottenere l’essenzialità. Come primi cittadini siamo chiamati più volte a questo ruolo, di essere di stimolo affinchè le situazioni e le problematiche sui territori vengano affrontate dai livelli politici superiori». E sul Piano di rilancio del Nuorese ha aggiunto: «è apprezzabile quanto sta avvenendo per i tavoli provinciali: il Capo di gabinetto della Presidenza della Regione, Filippo Spanu, ha partecipato ai tavoli e ci sta mettendo la testa. Ora, dopo aver fatto gli approfondimenti e essersi confrontati come era necessario, è arrivato il momento di chiudere questo processo e arrivare a un accordo operativo e concreto per le imprese e per il territorio».

Il sindaco Succu si è poi soffermato sul tema ambiente sottolineando che la valorizzazione degli asset ambientali deve essere gioco forza in chiave economica e di sviluppo. Così come lo sviluppo del settore culturale: «abbiamo eventi, tradizioni e tanto agroalimentare che se valorizzati potrebbero creare occupazione e sviluppo stabile. Dobbiamo fare di più e meglio».

Sul tema rifiuti Succu ha evidenziato come a livello regione la situazione sia ferma: «servirebbe un piano regionale dei rifiuti, una politica organica mentre oggi tutto è sulle spalle dei Comuni che vengono lasciati soli».

Il primo cittadino di Macomer ha poi chiesto più attenzione per la Sardegna Centrale: «a livello regionale sembra prevalere una concezione bipolare della Sardegna con Cagliari e Sassari. Non siamo d’accordo. Prendiamo il caso della fondazione Its Amaldi: è una realtà di eccellenza che sforna professionalità specifiche. Nonostante questo, le risorse inizialmente previste per Macomer sono state dirottate su Sassari e su un altro istituto tecnico. Nel nostro territorio le risorse umane ci sono, la voglia di fare impresa pure, spesso manca il sostegno. Lo scorso sabato a Macomer ho apprezzato a un convegno la presenza di 11 giovani imprenditori che con le loro start up hanno creato imprese innovative portando avanti le loro idee. Queste sono le realtà da sostenere per creare sviluppo e occupazione».

Il sindaco Succu ha evidenziato inoltre l’importanza di tematiche come quella dei trasporti e delle infrastrutture e si è soffermato in modo particolare sulle politiche energetiche: «cosi come credo nell’agenzia sarda delle entrate, servirebbe puntare sull’agenzia sarda dell’energia». 

 

L'intervento del presidente Roberto Bornioli 

«Il ragionamento del “lascia o raddoppia” vale anche per il Nuorese nel suo complesso: da un lato, il nostro è un territorio caratterizzato da forti criticità e svantaggi competitivi tali da compromettere le prospettive di crescita economica e sociale. Dall’altro, sono in atto alcune iniziative che potrebbero contribuire a un’inversione di tendenza: il pacchetto di misure contenute nel Piano di rilancio del Nuorese rappresenta senz’altro un primo punto di partenza importante; ci sono i fondi per alcune infrastrutture strategiche come per esempio la banda larga nelle aree industriali. Inoltre, sono state sbloccate due iniziative che il territorio attende da tempo: da una parte l’Università nuorese che sarà potenziata, dall’altro la Scuola forestale. Entrambi gli interventi faranno parte di un accordo stralcio e godranno di risorse aggiuntive ai cinquanta milioni di euro già stanziati. Inoltre il Piano di rilancio prevede interventi in settori emergenti, quali l’ambiente e la cultura, che hanno enormi potenzialità di sviluppo nel nostro territorio. L’iter del Piano di rilancio è partito oltre due anni fa: ad agosto 2014 vista la crisi straordinaria, il Territorio ha presentato alla Regione un Progetto basato su cinque temi strategici da finanziare con risorse straordinarie. A dicembre 2014 in occasione di una visita istituzionale, il presidente Pigliaru ha accolto le richieste del Territorio annunciando l’avvio dei Tavoli tematici partiti poi a febbraio 2015. Dopo un intero anno impiegato a presentare, valutare e selezionare i progetti, arrivano oggi i primi risultati: secondo il cronoprogramma definito dalla Regione, l’accordo di programma sarà firmato entro i primi di febbraio».

«Nonostante i primi risultati, non mancano gli aspetti preoccupanti: 1) le risorse sono scarse rispetto agli obiettivi (ricordo che per il Piano Sulcis sono stati stanziati 630 milioni di euro); 2) le misure sono importanti ma non sono sufficienti a un rilancio complessivo dell’economia e di un territorio in grave difficoltà; 3) i tempi sono ancora lunghi ed è forte il rischio che la burocrazia rallenti ulteriormente le procedure (i bandi per le imprese per esempio non partiranno prima di giugno 2016). Quanto è stato fatto è certamente un buon punto di partenza ma occorrono più risorse e politiche ad hoc per la Sardegna centrale: era stato chiesto un Piano strategico e interventi strutturali con misure e risorse straordinarie.

CHE COSA PROPONIAMO: A) Proponiamo di integrare il Piano di rilancio del Nuorese con fondi nazionali attraverso due possibili strumenti: 1) riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa (in base alla DGR del 12.06.2015). A dicembre 2015 è stato avviato l’iter per Portovesme e per Porto Torres ma non per il Nuorese. B) Inoltre chiediamo una fiscalità di vantaggio per le imprese del Nuorese, come d’altronde era stato chiesto da tutte le associazioni imprenditoriali del territorio. C) Inoltre è fondamentale prevedere forme di decentramento di uffici, enti e assessorati regionali sul territorio. Da tempo Confindustria ha chiesto per esempio il trasferimento dell’Assessorato regionale all’Ambiente a Nuoro.

 

  

Mosaico Nuoro 2...
Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016
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Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016
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Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016
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Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016
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Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016
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Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016
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Mosaico Nuoro 22 gennaio 2016

 

 

 

Le conclusioni

Al termine dei lavori il presidente Bornioli ha consegnato al Capo di Gabinetto Filippo Spanu un dossier sul sistema economico e produttivo della Sardegna centrale: «dal marmo di Orosei al metalmeccanico, dall'agroalimentare al turismo e all'industria culturale e ambientale, dalla cementeria di Siniscola al settore della chimica e della gomma a Ottana, in questi due documenti è stato raccontanto quello che c'è nel nostro territorio - ha spiegato il presidente Bornioli -. Inoltre sono state indicate le principali criticità, i problemi e anche le proposte che come Confindustria - con lo spirito costruttutivo che ci caratterizza - non ci siamo mai stancati di portare avanti». 

«Il mio è un gesto simbolico - ha spiegato Bornioli consegnando il documento a Spanu - e al tempo stesso vorrei che fosse concreto. Simbolico perché non è la prima volta che consegno al presidente Pigliaru questi documenti. Si tratta di due Dossier sulle diverse realtà industriali e produttive nella Sardegna centrale. Un documento di quindici pagine fitte in cui è stata raccontata cos'è l'industria nella Sardegna centrale. È importante conoscere i numeri di queste realtà e le criticità che ne bloccano lo sviluppo. Qui sono stati indicati i problemi e alcune proposte».

«Occorre riconoscere lo sforzo che fanno le piccole associazioni come la nostra, uno sforzo propositivo e progettuale importante che occorrerebbe tenere maggiormente in considerazione. A volte però l’impressione che si ha è che questi documenti non vengano neanche letti.
Noi però continuiamo a battere a fare le nostre battaglie sempre in un ottica costruttiva, continuiamo a fare pressing su tutti i temi che sono indicati in questi documenti, e alcuni di questi sono stati portati all’attenzione della Regione anche oggi. Ci vuole da parte della Regione uno sforzo maggiore. E bisogna avere la capacità di portare avanti una politica industriale di ampio respiro, bisogna pensare allo sviluppo e non soltanto rincorrere le emergenze. Quando ci sono interlocutori come Indorama o aziende come la norvegese Stolten bisogna avere la capacità di non perdere queste opportunità. Le giornate come quelle di oggi devono servire a scambiarci opinioni e idee. Noi continuiamo a presentare le nostre proposte e chissà che voi non riusciate a coglierne qualcuna». 

 

 

 

 

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