INCENTIVI | Iperammortamento. Ancora in attesa del Decreto attuativo
A oltre due settimane dall'emanazione dei decreti-legge 38 e 42 (rispettivamente del 27 marzo e del 3 aprile), le imprese attendono ancora certezze sul funzionamento della misura dell’iperammortamento prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e ancora non pienamente operativa.
Il decreto attuativo dell'iperammortamento non è ancora definitivo.
Tra gli addetti ai lavori sta circolando una bozza considerata antecedente rispetto alla versione più recente. I ministri Urso (MIMIT) e Giorgetti (MEF) avrebbero dovuto firmarla già all’inizio della scorsa settimana ma un rallentamento legato ad alcuni dettagli tecnici ancora in lavorazione ha fatto slittare la firma, attesa comunque "a brevissimo".
Nel frattempo, sembrano consolidati alcuni punti chiave della misura:
- Possibilità di fruire dell'incentivo per tutti gli investimenti completati nel 2026 (inclusi ordini inviati a fine 2025)
- Inclusione dei software in abbonamento (licenze SaaS)
- Facoltà di acquistare sistemi di stoccaggio energetico anche abbinati a impianti preesistenti
Restano invece aperte questioni procedurali, come l'eventuale obbligo di una comunicazione annuale di conferma e la data di prima fruizione del beneficio.
BENI AGEVOLABILI
Per quanto riguarda i beni agevolabili, l’aggiornamento degli allegati IV e V (i vecchi allegati A e B della legge 232/2016) è “la vera novità” della misura, probabilmente più rilevante del ritorno dal credito di imposta all’iperammortamento.
Come affermato qualche settimana fa dal dirigente del MIMIT Marco Calabrò in occasione di un convegno “gli allegati erano stati definiti con il piano Industria 4.0 del 2016 e, a parte piccole modifiche, erano rimasti sostanzialmente invariati per quasi un decennio”. Ora, l’aggiornamento intende recepire l’evoluzione tecnologica.
L’intelligenza artificiale – che dieci anni fa era una tecnologia emergente – entra con un ruolo più rilevante in entrambi gli allegati. Trovano spazio anche l’edge computing (l’elaborazione distribuita dei dati vicino alla fonte, contrapposta all’elaborazione centralizzata), la cybersecurity, la sostenibilità ambientale ed energetica – con l’apertura esplicita alla produzione di energia asservita ai processi produttivi – e alcune tecnologie per il settore retail, come i camerini virtuali e i sistemi di self checkout.
L’allegato V (ex allegato B, relativo ai beni immateriali) è stato anche oggetto di una razionalizzazione strutturale. Le venti voci originarie, divenute ventitré nel corso degli anni senza una logica organica, sono state raggruppate per categorie in analogia con l’allegato IV.
SOFTWARE Passando alle novità in arrivo con il decreto attuativo, Calabrò aveva anche confermato che, dal punto di vista del MIMIT (la materia è però oggetto di concerto col MEF) il decreto dovrebbe riconoscere espressamente l’agevolabilità dei canoni annuali reativi ai software as-a-service.
LEASING Riguardo al leasing non dovrebbe essere richiesto il maxi-anticipo del 20%. A garantire la serietà dell’impegno finanziario dell’impresa sarebbe infatti sufficiente la sottoscrizione stessa di un contratto di leasing. Se passa questa linea, quindi, sarà sufficiente registrare il contratto, purché sia previsto l’obbligo di riscatto finale, senza necessità di limitarne il periodo a cinque anni.
IMPIANTI DI STOCCAGGIO Quanto agli impianti di stoccaggio dell’energia, il punto di vista del MIMIT è che dovrebbero essere agevolabili in modo autonomo rispetto agli investimenti in infrastrutture per le fonti rinnovabili, purché parametrati alla quantità di energia prodotta per l’autoconsumo.
SCAGLIONI DI INVESTIMENTO Calabrò ha poi portato la posizione del MIMIT anche sulla questione degli scaglioni di investimento: le soglie (fino a 2,5 milioni per avere il 180%, fino a 10 milioni per il 100% e fino a 20 milioni per il 50%) si dovrebbero riferire agli investimenti annuali e non all’intero triennio come il testo della norma potrebbe lasciare intendere.
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