Stagione Turistica 2024 | Intervento sulla stampa del Presidente della Sezione Turismo Giovanni Derosas
La stagione turistica nel Nuorese e in Ogliastra si chiude con il segno più ma pesa l’assenza di dati per un monitoraggio in tempo reale fondamentale per un’efficace programmazione. «Il bilancio della stagione turistica 2024 nel nostro territorio è positivo, le presenze sono cresciute in media di circa il 5% con punte superiori all’8% rispetto all’anno precedente
C’è però ancora molto da fare soprattutto per mettere a sistema e valorizzare il nostro potenziale culturale e creativo e i nostri asset ambientali – sottolinea il presidente della Sezione Turismo e Imprese culturali della Confindustria Sardegna Centrale Giovanni Derosas –. Sta cambiando il modo di organizzare le vacanze e le scelte di viaggio dipenderanno sempre più dalla ricchezza culturale e ambientale delle destinazioni. In questo senso la Sardegna centrale ha un enorme potenziale ma andando a guardare i dati camerali nel Nuorese e in Ogliastra il sistema produttivo culturale e creativo produce meno del 3% del PIL e dà lavoro ad appena il 3% degli occupati. Siamo agli ultimi posti in Italia, con dati in peggioramento rispetto al periodo prima della pandemia. Ciò significa che il nostro pregevole patrimonio culturale e ambientale al di là di poche nicchie è poco conosciuto, pochissimo valorizzato in un’ottica produttiva, si fatica a integrarlo con l’offerta turistica. Dobbiamo fare di più sul fronte delle infrastrutture e delle info-strutture, con punti di assistenza e di informazione al visitatore che da noi sono carenti e spesso del tutto assenti. Altro tasto dolente è la mancanza di dati aggiornati che consenta di monitorare e pianificare. Servono poi politiche efficaci che diano slancio al turismo montano. Manca però una visione regionale d’insieme che consenta una progettualità integrata capace di esprimere al meglio le potenzialità di ogni territorio che procede in ordine sparso. Per chiediamo alla Regione di attivare una regia unitaria per proporre la Sardegna e i suoi tanti territori all’interno di una strategia di valorizzazione unica ed efficace».
«Nel 2024 confermiamo il trend positivo. Il nostro territorio resta attrattivo nonostante le tante criticità che ci portiamo dietro, e penso soprattutto alle problematiche dei trasporti che tutti conosciamo – evidenzia Mattia Pilosu del Gruppo Cala Ginepro di Orosei –. Difficile uscire dalla logica del turismo balneare senza intervenire seriamente sulla continuità territoriale e sulla rete di collegamenti interni. Fanno ben sperare i nuovi investimenti in Sardegna da parte delle grandi catene internazionali che giocano un ruolo strategico nello sviluppo delle destinazioni».
«La stagione è andata bene ma l’abbiamo salvato grazie ai dissalatori – sottolinea Giovanni Sanna del gruppo Studio Vacanze -. La siccità e la carenza d’acqua sono problemi storici e sempre di più incideranno anche in futuro sul nostro lavoro. Non possiamo togliere l’acqua agli agricoltori e ai pastori per salvare la stagione turistica. Serve una soluzione strutturale per salvaguardare il lavoro di tutti. Non possiamo aspettare i tempi della pubblica amministrazione, il problema è serio e va risolto subito. Noi stiamo risolvendo con i dissalatori».
«In prospettiva ciò che preoccupa maggiormente è la difficoltà a trovare personale specializzato quali figure con responsabilità operative che diano gambe alle strategie aziendali – osserva Francesco Bovi del Gruppo Bovi’s Hotel di Tortolì –. È un problema generale che nella Sardegna centrale incide maggiormente e che avvertiamo di più soprattutto per ragioni demografiche, legate alla mancanza di giovani e alla bassa attrattività dei nostri territori, dove c’è una forte spinta all’emigrazione. Fondamentale quindi investire nella formazione di profili di cosiddetto middle management. Come aziende siamo pronti a fare la nostra parte anche dando il nostro contributo all’interno delle Academy ma serve un coordinamento regionale e la Regione svolge in questo un ruolo centrale».
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