Economia della cultura. I dati dicono che si può fare di più

Il patrimonio storico, artistico e identitario del Nuorese è enorme ma fatica ancora a trasformarsi in impresa, occupazione e reddito. È quanto emerge dai più recenti dati sul sistema produttivo culturale e creativo del Rapporto "Io sono cultura 2026" della Fondazione Symbola-Unioncamere e dal servizio Dataview della Camera di commercio di Nuoro. Leggi qui la nota stampa integrale

Il quadro nazionale e regionale

Secondo il rapporto Symbola-Unioncamere "Io sono cultura", nel 2025 il settore culturale e creativo italiano genera oltre 115 miliardi di euro di valore aggiunto (il 5,7% dell'economia nazionale, +3,3% sul 2024) e dà lavoro a 1,5 milioni di persone.

In Sardegna il quadro è ben diverso: il settore produce circa 1,1 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 2,9% dell'economia regionale – poco più della metà della media nazionale – collocando l'isola all'ultimo posto tra le 20 regioni italiane. Gli occupati sono 21.104 (3,2% del totale) e le imprese strettamente culturali 5.335 (3,2% del totale). Un dato positivo: la crescita del valore aggiunto tra il 2021 e il 2025 è stata del +28,9%, con una forte specializzazione nel patrimonio storico-artistico (14,1% del valore aggiunto culturale, quasi il triplo della media nazionale).

La realtà nuorese

Secondo i dati Dataview della Camera di commercio dello scorso 31 luglio, la provincia di Nuoro è l'ultima in Italia per incidenza del valore aggiunto culturale e creativo sull'economia territoriale, con appena l'1,92% di PIL prodotto. Il territorio si posiziona al 105° posto su 107 province per occupati del settore (2,45%) e al 107° per imprese strettamente culturali, il 2,31% pari a circa 725 imprese su 31.388 imprese registrate. Va leggermente meglio la città di Nuoro, con il 4,42% di imprese culturali sul totale (93° posto).

Un dato in controtendenza è dato dal fatto che circa il 60% del valore aggiunto del settore nel Nuorese proviene dalla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e dalle arti performative, un risultato che vale il 23° posto in Italia e conferma l'esistenza di un capitale culturale autentico, non ancora messo a sistema in una filiera economica.

Le voci

«I dati raccontano una contraddizione che non si può ignorare – osserva Pierpaolo Milia, Presidente di Confindustria Nuoro -. Siamo tra le aree d'Italia più ricche di patrimonio storico, artistico e identitario, eppure quel patrimonio non riesce ancora a trasformarsi in impresa, in lavoro stabile, in valore economico diffuso. La nostra cultura non può essere soltanto ed esclusivamente un motivo di orgoglio. Può diventare una leva di sviluppo vera, con imprese che nascono, crescono e restano sul territorio. Un territorio così ricco di cultura e che ha dato i natali a un Nobel deve aspirare a risalire queste classifiche, anche perché non mancano gli esempi virtuosi e le eccellenze che però spesso lavorano con fatica in un contesto che offre senz’altro meno opportunità rispetto ai centri più grandi e ai circuiti più strutturati».

«Nel nostro territorio operano diverse imprese culturali e creative che, negli anni, hanno portato avanti investimenti significativi e che dispongono di tecnologie, competenze e professionalità apprezzate a livello nazionale e internazionale – sottolinea Caterina Cosseddu, amministratrice di Tele Sardegna -. Eppure, in molti casi, queste realtà faticano a trovare il giusto riconoscimento e a essere coinvolte a livello locale. È il forte legame con il territorio a tenerci ancora qui, nonostante un contesto poco attrattivo. Ma fino a quando potrà durare?».

«Il Nuorese non è povero di patrimonio culturale ma di relazioni tra le sue risorse – spiega Vanna Fois co-fondatrice della Ilisso Edizioni e di Spazio Ilisso –. Abbiamo tutto ciò che serve per costruire un'economia della cultura competitiva. Ciò che manca è un progetto condiviso, un "laboratorio permanente dell'Economia della Cultura del Nuorese". Non un semplice tavolo di confronto ma un luogo operativo capace di sviluppare insieme progetti e trasformarli in sviluppo, lavoro e opportunità per i giovani».

 

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Telefono: 0784 233311
E-mail: segreteria@assindnu.it
Modifica Visualizzazione: Mobile Version | Standard Version