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Assemblea pubblica 2026. Presidente Milia: le imprese sono una risorsa per il territorio
- Lunedì, 13 Luglio 2026 16:01
«Le imprese che continuano a investire in questo territorio, a innovare, a creare occupazione lo fanno nonostante le difficoltà. Lo fanno sapendo di dover fare di più, in un contesto più difficile, per ottenere gli stessi risultati in termini di qualità, a fronte di minori margini. È questa la cifra distintiva dell'imprenditoria del centro Sardegna. Una tenacia che non è rassegnazione ma scelta consapevole e coraggiosa dettata da un profondo senso di attaccamento al territorio. Il coraggio però non basta e ci chiediamo fino a quando potrà durare?». Così il presidente Pierpaolo Milia nel corso della sua relazione introduttiva all’assemblea pubblica dal titolo “L’orgoglio del fare, il coraggio di restare” che si è tenuta venerdì scorso 10 luglio 2026 al Museo Etnografico a Nuoro alla presenza del presidente nazionale Emanuele Orsini. «Le imprese di questo territorio non sono un problema da gestire, un'emergenza da tamponare o un interlocutore da ascoltare per dovere istituzionale. Sono la principale risorsa che questo territorio ha per costruire il proprio futuro. E come ogni risorsa, va messa nelle condizioni di crescere», ha sottolineato Milia nelle conclusioni.
Oltre ai dossier strategici quali continuità territoriale merci, costi energia, impatto dell’ETS e insularità, che rappresentano «divari storici su cui occorre intervenire senza ulteriori rinvii» al centro del convegno sono state poste le proposte per salvaguardare e rafforzare il tessuto produttivo del territorio, per sostenere le imprese e soprattutto le imprese che producono.
«Servono politiche nazionali ed europee che tengano conto delle specificità dei territori e sostengano le regioni insulari con misure e risorse dedicate. Per noi è una priorità. In particolare, sul tema della continuità territoriale merci, ci aspettiamo un impegno forte da parte della Regione e del Governo per superare una disparità che si traduce in una grave perdita diretta di competitività». «Al tempo stesso ci attendiamo che le misure di compensazione annunciate dalla Giunta regionale per ridurre l’impatto dell’ETS sui costi ormai insostenibili del trasporto merci via nave diventino efficaci in tempi strettissimi, prima della pausa estiva. Ci sono interi comparti che rischiano di non reggere».
«Non dimentichiamoci che il vero valore aggiunto, quello che genera indotto e produce le buste paga più alte, lo crea il manifatturiero – spiega Milia – per questo occorre salvaguardare le nostre eccellenze e metterle nelle condizioni di competere ad armi pari. Non chiediamo assistenza ma parità di condizioni e un contesto adeguato. Oggi non è così e i 18 anni di commissariamento delle aree industriali ZIR lo dimostrano. Una situazione inaudita».
«Le nostre proposte le abbiamo fatte da tempo, anche direttamente alla presidente della Regione Alessandra Todde – sottolinea Milia -. Servono misure specifiche e risorse dedicate per chi investe nella Sardegna centrale. Serve mettere in campo bandi territorializzati per il settore manifatturiero e misure per l’imprenditoria giovanile, così come occorre introdurre meccanismi di premialità nei bandi in uscita nell’ambito della programmazione europea, e condizioni fiscali agevolate per chi fa impresa nelle aree interne e montane. Altro punto chiave è far crescere le imprese, aiutando le micro a diventare piccole e le piccole a diventare medie. La capacità delle imprese di offrire lavoro qualificato incide direttamente sulla scelta dei giovani di restare o andare via».
«La chiusura della vertenza entrate porterà oltre un miliardo di euro nelle casse regionali. Queste risorse devono servire a rafforzare sistema produttivo, soprattutto nei territori interni e montani. Per noi questa è una priorità per far sì che restare sia un diritto pienamente esercitabile e partire sia invece una scelta, non una necessità», spiega Milia. «Anche la crisi demografica, che incide nel nostro territorio più che altrove, va affrontata con interventi strutturali. Le misure anti spopolamento messe in campo da sole non bastano. Servono interventi a sostegno delle imprese che rappresentano un presidio sociale oltre che economico e il motore di sviluppo di un territorio», spiega Milia.
«Il fenomeno dei tanti giovani che vanno via svuota il territorio di competenze e futuro – sottolinea Milia -. A ciò si collega un’emergenza che non possiamo ignorare. La mancanza di giovani qualificati. Le imprese fanno sempre più fatica a trovare operai, tecnici e specializzati. Senza formazione, senza scuole che preparino le nuove maestranze e senza politiche che incentivino i giovani a fare impresa, rischiamo di vedere aziende sane costrette a chiudere, non per mancanza di lavoro ma per mancanza di persone».
RASSEGNA STAMPA
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