Assemblea di Confindustria | Relazione del Presidente Orsini

Revisione del sistema ETS: Chiedendone la sospensione immediata per evitare la delocalizzazione delle fabbriche. E poi fiducia. Coraggio. Responsabilità. Tre parole attraversano l’intera relazione del presidente Emanuele Orsini all’Assemblea di Confindustria 2026 e diventano la chiave di lettura di uno scenario segnato da guerre, tensioni geopolitiche, costo dell’energia e nuove competizioni industriali globali. Un intervento che guarda all’Europa, ma che chiama in causa direttamente anche l’Italia e la sua capacità di tornare a crescere. Perché, avverte il presidente di Confindustria, “per troppo tempo ci siamo accontentati di fare il minimo indispensabile invece del massimo necessario”

La parte centrale della relazione guarda all’Europa. Per Orsini la dimensione europea resta l’unica in grado di affrontare le sfide geopolitiche, tecnologiche e industriali in corso, ma l’attuale percorso dell’Unione viene giudicato insufficiente.

L’Europa è sempre più necessaria – ma deve cambiare strada e marcia”, sottolinea il presidente il cui richiamo è alla perdita di competitività del continente, all’indebolimento della manifattura e alle dipendenze strategiche che si stanno consolidando. Orsini sottolinea il dato dei 250mila posti di lavoro persi nella manifattura europea, diventati un milione considerando l’indotto, e spiega come negli ultimi venticinque anni la quota di PIL mondiale dell’Unione sia diminuita di circa sette punti percentuali.

Al centro del ragionamento c’è il rapporto con la Cina, “oggi l’unica vera superpotenza industriale”, e la necessità di evitare una progressiva deindustrializzazione del continente. Da qui la proposta di agire lungo tre direttrici: un vero mercato unico dell’energia, un mercato unico dei capitali e del risparmio e il ricorso a un debito comune europeo per finanziare investimenti strategici.

Revisione del sistema ETS: Urgente e necessaria la sospensione immediata per evitare la delocalizzazione delle nostre imprese

L’energia rappresenta un'altro dei passaggi più netti della relazione. Un tema che torna sia nella riflessione europea sia nelle proposte per l’Italia. “Per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”, dichiara Orsini secondo cui il Paese non può continuare a sostenere costi energetici superiori rispetto ai competitor europei. Per il presidente è necessario accelerare sullo sviluppo delle rinnovabili, sbloccare le autorizzazioni ferme, rafforzare le reti e riportare il tema energetico a una visione strategica nazionale.

Un discorso accorato e puntuale nel quale trova spazio anche il tema del nucleare, considerato una leva necessaria per garantire autonomia e sicurezza energetica.

Le Cinque Leve per la Crescita dell'Italia
Per tornare a una crescita del PIL del 2% annuo, il Presidente Orsini indica cinque pilastri fondamentali:
Energia: Occorre sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili (attualmente 4.000 permessi bloccati) e accelerare il ritorno al nucleare tramite piccoli reattori modulari;
Crescita dimensionale delle PMI: Incentivare fusioni e acquisizioni affinché le piccole imprese diventino medie e le medie grandi;
Innovazione e Intelligenza Artificiale: Potenziare i contratti di sviluppo e l'iperammortamento (estendendolo a software e cloud) e lanciare un grande piano di formazione sull'AI nelle scuole e nelle fabbriche;
Semplificazione e Riforma della "231": Replicare il modello della ZES Unica (che ha prodotto 55 miliardi di impatto economico) e riformare urgentemente la legge sulla responsabilità d'impresa, diventata troppo punitiva
Risorse adeguate: Riassegnare 20 miliardi di euro derivanti dal riordino delle 575 misure di agevolazione fiscale (tax expenditures) per finanziare crescita, sanità e scuola

Consulta la Relazione del Presidente Orsini

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Referente: Direzione - Luigi Ledda
Telefono: 0784 233313
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