INCENTIVI Dal credito d'imposta Transizione 5.0 all'iperammortamento

Il credito d'imposta Transizione 5.0 è stato sostituito, dal 1° gennaio 2026, da una nuova misura agevolativa. Si tratta dell'iperammortamento, introdotto dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) e definito nei dettagli operativi da alcuni decreti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'adozione di questo strumento, già utilizzato in passato, comporta un cambio di impostazione significativo. Non si tratta più di un credito d'imposta ma di una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile dei beni acquistati, che riduce l'imponibile e quindi le imposte dovute. SCARICA QUI L'INFOGRAFICA 

 

PIANO TRANSIZIONE 5.0. DAL CREDITO D'IMPOSTA ALL'IPERAMMORTAMENTO

Al via la nuova misura per gli investimenti 4.0 e in energie rinnovabili.

Cosa cambia per le imprese

 

 

Il nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

 

Dotazione finanziaria

Lo stanziamento iniziale di 8,4 miliardi di euro è stato incrementato di circa 1,4 miliardi dal D.L. 27 marzo 2026, n. 38, per un totale di 9,8 miliardi di euro.

Come funziona la maggiorazione

Il meccanismo prevede una maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, differenziata in base all'importo dell'investimento:

• 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro (risparmio fiscale IRES pari al 43,2%, indipendentemente dal conseguimento di un risparmio energetico);
• 100% per la quota di investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro (risparmio fiscale IRES pari al 24%);
• 50% per la quota di investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro (risparmio fiscale IRES pari al 12%).

Si stima che la nuova misura arrivi ad assicurare un beneficio fino al 45% per gli investimenti di importo più contenuto. 

Chi può accedere

Possono beneficiare della misura i soggetti titolari di reddito d'impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate in Italia, a condizione che siano in regola con i contributi previdenziali e assistenziali e con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Restano escluse le imprese in liquidazione, fallimento o altra procedura concorsuale, quelle destinatarie di sanzioni interdittive, le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale, le imprese individuali in regime forfetario e le imprese in perdita sistemica.

 

Gli investimenti agevolabili

Rientrano nel perimetro dell'agevolazione i beni materiali e immateriali 4.0 di cui, rispettivamente, agli allegati IV e V della legge di Bilancio 2026, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, nonché i beni materiali nuovi finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, compresi gli impianti di stoccaggio (con esclusione delle biomasse e limitatamente ai moduli fotovoltaici conformi ai requisiti di origine e efficienza previsti dalla normativa).

Una novità rispetto al vecchio Piano Transizione 5.0 riguarda il fatto che l'iperammortamento supera la logica degli "investimenti trainanti".

Nella misura precedente, gli investimenti in autoproduzione di energia rinnovabile davano diritto al beneficio solo se abbinati all'acquisto di beni strumentali 4.0.

Nella nuova misura, invece, la spesa in impianti da fonti rinnovabili è agevolabile in modo autonomo, indipendentemente dall'acquisto di beni 4.0.

 

Apertura dello sportello GSE

Con decreto direttoriale, il MIMIT ha disposto l'apertura della piattaforma del GSE per le comunicazioni preventive relative all'iperammortamento 2026.

Le imprese possono presentare le comunicazioni di accesso alla maggiorazione a partire dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, esclusivamente attraverso il sistema telematico disponibile nella sezione "Area Clienti" del sito del GSE, dove sono pubblicati anche i relativi modelli.

Le comunicazioni obbligatorie

La procedura prevede quattro passaggi obbligatori da effettuarsi attraverso al piattaforma telematica del GSE:

1. Comunicazione preventiva, da trasmettere per ciascuna struttura produttiva interessata dagli investimenti;
2. Comunicazione di conferma dell'investimento, entro 60 giorni dalla notifica dell'esito positivo da parte del GSE, con indicazione di data e importo del pagamento relativo all'ultima quota dell'acconto necessaria a raggiungere il 20% del costo di acquisizione (le modalità operative di questa fase sulla piattaforma GSE saranno definite con un successivo decreto direttoriale);
3. Comunicazione di completamento, da trasmettere al termine degli investimenti e a interconnessione avvenuta, in ogni caso entro il 15 novembre 2028. Si tratta di un adempimento obbligatorio: il mancato invio comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione del beneficio;
4. Due comunicazioni di monitoraggio, introdotte su richiesta della Ragioneria Generale dello Stato rispetto al precedente Piano 5.0 (per queste due, a differenza delle precedenti, non è previsto un vincolo di decadenza dal beneficio): una entro il 20 gennaio di ciascun anno, relativa agli investimenti effettuati, e una integrativa entro il successivo 30 giugno, con il piano di ammortamento e le quote di incentivo imputate in ciascun esercizio.

 

Oneri documentali

Tra i documenti richiesti restano confermati la perizia tecnica asseverata — ora necessaria anche per gli investimenti di importo fino a 300.000 euro — e la certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale dei conti, che attesta l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza con la documentazione contabile predisposta dall'impresa.

Nella versione finale del decreto sono stati esclusi gli investimenti in software in modalità cloud, inizialmente previsti dal MIMIT ma successivamente stralciati a seguito dei rilievi della Ragioneria Generale dello Stato.


SPORTELLO FINANZA AGEVOLATA

 

Per informazioni e supporto, le imprese associate possono contattare gli uffici di Confindustria Sardegna Centrale.

 

 

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Referente: Francesca Puddu - Comunicazione Associativa
Telefono: 0784 233311
Fax: 0784 233301
E-mail: f.puddu@assindnu.it
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