NOTA STAMPA | Economia della cultura | Possiamo fare di più per creare impresa generando reddito occupazione e opportunità per i giovani

Nuoro 7 agosto 2026

Comunicato stampa

Economia della cultura. Possiamo fare di più per creare impresa generando reddito, occupazione e opportunità per i giovani

Da tempo si individua come modello di sviluppo più sostenibile per il territorio la valorizzazione delle risorse locali, a partire da ambiente e cultura che hanno un enorme potenziale inutilizzato soprattutto in termini di creazione di occupazione e nuova imprenditoria. I dati sul sistema produttivo culturale e creativo della provincia ci dicono che nel nostro territorio il settore fa ancora molta fatica. Se in Italia, in base al rapporto Symbola Unioncamere “Io sono cultura”, nel 2025 il sistema produttivo culturale e creativo si conferma un motore economico solido capace di generare più di 115 miliardi di euro di valore aggiunto (pari al 5,7% dell'economia nazionale, in crescita del +3,3% sul 2024) e 1,5 milioni di occupati, non possiamo dire lo stesso per la Sardegna e il Nuorese agli ultimi posti in Italia.
SARDEGNA Il sistema produttivo culturale e creativo – lo ricordiamo – conta non soltanto le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale ma anche editoria, stampa, arti performative, architettura e design, comunicazione, audiovisivo e musica, creazione di videogiochi e software e arti visive. È un mondo che in Sardegna genera circa 1,1 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 2,9% dell'economia regionale (poco più della metà della media nazionale) collocando la regione all'ultimo posto tra le 20 regioni. Gli occupati del settore sono 21.104 (3,2% del totale regionale) e le imprese strettamente culturali sono 5.335 (3,2% del totale delle imprese). A fronte di questo basso peso relativo, la regione mostra però una crescita significativa nel medio periodo (+28,9% di valore aggiunto tra il 2021 e il 2025) e una forte specializzazione nel patrimonio storico-artistico, pari al 14,1% del valore aggiunto delle attività strettamente culturali, quasi il triplo della media nazionale.
NUORO Se a livello regionale si nota un certo dinamismo, non si può dire lo stesso per la provincia di Nuoro dove il divario si acuisce. Secondo i dati del servizio Dataview della Camera di commercio del 31 luglio scorso, Nuoro è l'ultima provincia d'Italia per incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo sull'economia territoriale generando appena l'1,92%, un valore che è poco più di un terzo della media nazionale e inferiore alla già debole media regionale. La posizione di coda si conferma su quasi tutti gli indicatori: 105° posto su 107 province per incidenza degli occupati del settore (2,45%), e 107° per incidenza delle imprese strettamente culturali sul totale delle imprese registrate (il 2,31% pari a circa 725 imprese sul totale di 31.388 di imprese registrate). Fa meglio Nuoro città, con circa il 4,42% di imprese culturali sul totale delle imprese registrate ottenendo un piazzamento meno negativo al 93° posto. Dall’analisi emerge un solo dato controcorrente. Circa il 60% del valore aggiunto del settore proviene da attività strettamente legate alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico, dalle arti performative e spettacolo piuttosto che dai settori creativi, un valore che vale il 23° posto in Italia e che conferma come il territorio nuorese possieda un capitale culturale autentico e riconosciuto, che non si riesce ancora a metterlo a sistema in una filiera economica capace di generare impresa, occupazione, servizi e indotto.
«I dati raccontano una contraddizione che non si può ignorare – osserva Pierpaolo Milia, Presidente di Confindustria Nuoro -. Siamo tra le aree d'Italia più ricche di patrimonio storico, artistico e identitario, eppure quel patrimonio non riesce ancora a trasformarsi in impresa, in lavoro stabile, in valore economico diffuso. La nostra cultura non può essere soltanto ed esclusivamente un motivo di orgoglio. Può diventare una leva di sviluppo vera, con imprese che nascono, crescono e restano sul territorio. Un territorio così ricco di cultura e che ha dato i natali a un Nobel deve aspirare a risalire queste classifiche, anche perché non mancano gli esempi virtuosi e le eccellenze che però spesso lavorano con fatica in un contesto che offre senz’altro meno opportunità rispetto ai centri più grandi e ai circuiti più strutturati». «Nel nostro territorio operano diverse imprese culturali e creative che, negli anni, hanno portato avanti investimenti significativi e che dispongono di tecnologie, competenze e professionalità apprezzate a livello nazionale e internazionale – sottolinea Caterina Cosseddu, amministratrice di Tele Sardegna -. Eppure, in molti casi, queste realtà faticano a trovare il giusto riconoscimento e a essere coinvolte a livello locale. È il forte legame con il territorio a tenerci ancora qui, nonostante un contesto poco attrattivo. Ma fino a quando potrà durare?». «Il Nuorese non è povero di patrimonio culturale ma di relazioni tra le sue risorse – spiega Vanna Fois co-fondatrice della Ilisso Edizioni e di Spazio Ilisso –. Abbiamo tutto ciò che serve per costruire un'economia della cultura competitiva. Ciò che manca è un progetto condiviso, un "laboratorio permanente dell'Economia della Cultura del Nuorese". Non un semplice tavolo di confronto ma un luogo operativo capace di sviluppare insieme progetti e trasformarli in sviluppo, lavoro e opportunità per i giovani».

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Referente: Francesca Puddu - Comunicazione Associativa
Telefono: 0784 233311
Fax: 0784 233301
E-mail: f.puddu@assindnu.it
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